Introduzione itinerario rurale 2 - Ventimiglia

Ventimiglia di Sicilia itinerario rurale Regie Trazzere 2: contrada Funtanazza, chiesa del Signore Ritrovato, contrada Castellaccio
 
Presentazione del percorso presso la sede della biblioteca comunale
 
L’itinerario ha una lunghezza (andata – ritorno) complessiva di 3 km ed è percorribile a piedi, attraverso delle stradine interpoderali e delle trazzere. Poiché si tratta nella maggior parte dei casi di terreni privati è consigliabile essere accompagnati da una guida.
Nonostante il suo breve percorso l’Itinerario 2 riveste un interesse notevole, in quanto il visitatore, oltre a osservare i resti di un grande centro bizantino, arabo e normanno-svevo, si trova immerso in una natura costituita da ulivi secolari, pistacchi, terebinti e querce di Virgilio. Numerosi fichidindia documentano la presenza di una coltura che ha rappresentato in un recente passato il simbolo della comunità ventimigliese, ma oggi in via di decadenza, con l’eccezione di alcuni agricoltori che stanno di nuovo utilizzando gli antichi cultivar per l’industria conserviera e per la preparazione di liquori. Dal punto di vista geologico il terreno è formato da un detrito di falda (costituito anche da grossi massi calcarei) della montagna sovrastante e da Flysch Numidico che deriva dalla degradazione delle facies del Dominio Imerese. Dal punta di vista paesaggistico, la montagna vicinissima al percorso, dà forti emozioni e la visione verso Sud/Est fa ammirare la valle del S. Leonardo, il lago artificiale Rosamarina e sullo sfondo il Monte S. Calogero e il Mar Tirreno.
Il percorso inizia da Via Alcide de Gasperi e termina all’ingresso orientale di Ventimiglia di Sicilia, sulla strada del Puntale della Merca (cioè del tiro a segno), presso il cimitero, dopo aver attraversato, come abbiamo accennato, l’insediamento antico (probabilmente il vecchio abitato di Calamigna) da cui provengono due sigilli bizantini e numerose monete di bronzo, oggi conservate dall’amministrazione comunale in attesa di essere esposti nel nuovo museo. Lungo questo itinerario rurale si trovano, oltre al sito archeologico appena menzionato, la chiesetta del Signore Ritrovato (Signiruzzu Asciatu) che ricorda il ritrovamento delle particole trafugate nell’Ottocento dalla chiesa madre e ritrovate da un pastore, due frantoi da olio, una struttura di lavorazione delle mandorle e dei pistacchi, alcuni laboratori che fanno dolci di mandorle con prodotti dei mandorleti locali, macellerie che preparano carni di allevamenti del luogo e punti di ristoro con pizzerie e ristoranti che preparano ricette tipiche della tradizione culinaria ventimigliese.
Più a Nord, al di fuori dell’itinerario, raggiungibile da Via Pozzillo si trova la contrada Funtanazza, toponimo derivato da una fontana stagionale, scolpita su roccia calcarea, ubicata lungo la strada. Al termine della trazzera vi è un grosso masso calcareo di forma irregolare, il “Puntale di Mastru Caloriu”. Sulla faccia esposta si trova un’iscrizione di carattere religioso “chi recita un paternoster guadagna 100 giorni di indulgenza”, che probabilmente era un invito ai pellegrini che compivano il percorso verso la chiesetta del Signore Ritrovato nell’anniversario annuale del ritrovamento delle particole rubate. Interessante è anche la grotta della “Vecchia Natala”, dove i ragazzi si recavano per trovare i dolci natalizi.

 

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