Introduzione itinerario rurale 1 - Ciminna

Ciminna itinerario rurale delle Regie Trazzere 1 - Chiesa di S. Vito, chiesa della Madonna di Loreto, contrade Annunziata, Serre, Acqua Ammucciata
 
Presentazione del percorso presso la chiesa di S. Vito
 
L’itinerario di circa 10 km, può essere percorso con qualsiasi mezzo fino alla stretta di Carcaci, da dove inizia una stradina sterrata che si inerpica sulle Serre. Da qui è preferibile iniziare il percorso a piedi, inoltrandosi all’interno della riserva sotto la guida dei gestori della Riserva Naturale Orientata.
 L’itinerario 1 ha l’obiettivo di far conoscere le principali emergenze naturalistiche e paesaggistiche di cui è ricco il territorio che ospita la RNO Serre di Ciminna e un Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.) “Rocche di Ciminna”. Non mancano neppure le testimonianze di siti archeologici, come l’insediamento di contrada Annunziata, e i luoghi di culto come la chiesa di S. Vito, intitolata a uno dei santi patroni di Ciminna, la chiesa della Madonna di Loreto, e, infine, il santuario della Annunziata. Tuttavia, l’aspetto più importante di questo itinerario è rappresentato dalla natura geologica delle Serre di Ciminna.
Il percorso comincia dalla periferia occidentale del paese, dove si trova la chiesa extraurbana di S. Vito e l’omonimo ristorante. Attraverso la Strada Provinciale 33 che ricalca in parte il tracciato di una Regia Trazzera, si giunge in contrada Annunziata, dall’omonima chiesa rurale, dove è stato rinvenuto un sito archeologico di età tardo-antica e medievale, per poi addentrarsi all’interno degli itinerari segnati nella carta della Riserva Naturale Orientata Serre di Ciminna, istituita nel 1997, e caratterizzata dalle Formazioni del gruppo gessoso-solfifero del Messiniano. Le quote variano da 350 m del vallone Faruzzi, situato nella porzione orientale estrema di Cozzo Ginestra, a 777 m della cima più alta in prossimità di Stretta di Carcaci. Interessante è anche la flora e la fauna di tipo mediterraneo. 
Nelle Serre di Ciminna è documentata da molti studiosi italiani e stranieri una serie articolata di eventi nei cambiamenti del clima e della morfologia in questo periodo geologico. I gessi sono il risultato di eventi di evaporazione di bacini marini, lagunari e continentali. Il mare che precede questi eventi aveva formato scogliere di calcari organogeni presenti sui monti attorno a Baucina, ma anche a Ciminna su Monte S. Pantaleo, sul Pizzo e su Monte Rotondo. La parte inferiore di questo evento evaporitico è rappresentato nelle Serre, dalla Formazione Ciminna ed è datato tra 6,44 e 6,08 Ma (milioni di anni fa) e quindi precede gli eventi evaporitici più diffusi nel Mediterraneo che risalgono a 5,96 Ma. Probabilmente una porzione di mare rimase isolato in una laguna costiera ed evaporò in un ambiente di clima caldo e secco. La parte superiore dei gessi (Formazione di Cattolica) è frutto di fenomeni evaporitici di laghi mare di ambienti continentali. Tra i due cicli di formazione dei gessi delle Serre vi sono apporti di detriti e fanghi (Formazione Pasquasia) prodotti da eventi di erosione e deposizione causati da piogge e apporti torrentizi che interrompevano ciclicamente la deposizione dei gessi. Alla base dei gessi si osservano conglomerati con ciottoli e sabbie rosse grossolane della Formazione Terravecchia, un ambiente di origine fluviale deltizia di provenienza da Nord di età compresa tra 8.6 e 6.44 Ma, di età Tortoniana e Messiniana inferiore. Quando l’Atlantico, attraversò l’apertura di Gibilterra nel Pliocene, rivitalizzò il Mediterraneo, le acque oceaniche depositarono sui gessi sedimenti pelagici, che attualmente formano rocce calcaree – marnose, denominate Trubi, che si possono osservare su vari siti delle Serre e risalgono tra 5.33 e 4.2 Ma.

 

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