Introduzione itinerario urbano - Baucina

Baucina, comunemente chiamata Bocina, dista circa 35 km da Palermo, vi si arriva dal bivio indicato lungo la SS 121 Catanese nel tratto Palermo – Agrigento, ed è ubicata fra 37°55’33” di latitudine nord e 13°32’17” di longitudine est. È posta a 550 m sul livello del mare, alle pendici di Monte Falcone a Sud e di Monte Carrozza a Est. La quota più bassa nel territorio è di 260 m e quella più alta di 1257 m, mentre la superficie è di 24,34 kmq. La fondazione del paese risale all’8 luglio 1624 (licentia populandi).
Il paese è diviso in due quartieri principali: il quartiere del Capo (Capo o Testa dell’acqua per la presenza di tre sorgenti) che è l’insediamento più antico e il quartiere del Fondaco (struttura alberghiera per carrettieri e viaggianti), ubicati rispettivamente a Sud e a Nord dell’abitato. Quartieri secondari sono quelli ai due lati: a oriente quello agricolo-zootecnico del Redentore; a occidente quello orticolo (Orto dei Visconti) in contrada Canzoneri e del Macello (macello Comunale oggi sede della Sala Consiliare, della Biblioteca e del Museo Archeologico) detto della Rantaria o Ranteria.
Il nome Baucina si ritrova nei documenti risalenti al XIII e fino al XVI secolo, spesso riportato come: “Balchina, Bauchina, Bocina”. Secondo l’opinione di alcuni storici e con riferimento al centro indigeno di Monte Falcone e Monte Carrozza, il toponimo può essere fatto derivare dai termini greci “baukòs”, gradevole, elegante e “inion”, poggio, declivio, quindi poggio gradevole. Per altri sono stati gli Arabi a dare il nome di Bocina, dal termine “bocin”, strumento musicale, forse tromba. Quest’ultima ipotesi coincide con un’altra che fa derivare il nome dal latino “buccina”, zampogna. Ovviamente queste ultime due ipotesi sono gradite ai baucinesi che, con orgoglio, hanno indicato sui cartelli di benvenuto “Baucina città della musica”, per la presenza storica di illustri compositori (Mauro e Genovese) e per le due bande musicali presenti, stimate per l’elevata professionalità.
Il feudo di Baucina nella sua parte occidentale era compreso nel territorio del feudo di S. Marco, appartenente ai Filangeri, conti di S. Marco d’Alunzio. Nel 1524 un documento notarile testimonia che questo territorio dell’Ospedale Grande e Nuovo di Palermo era amministrato dal nobile Antonio Ventimiglia, la cui famiglia dominava a Ciminna. Egli istituisce il beneficio di S. Marco nel 1535 per l’esercizio religioso della cappella del feudo. Questo documento testimonia la nascita della prima comunità insediata in contrada S. Marco. La figlia Elisabetta sposa nel 1526 Mariano Migliaccio, padre di Mariano III Migliaccio che diventa titolare della licentia populandi nel 1624 e poi nel 1626 primo principe di Baucina. Estinto il ramo maschile della famiglia Migliaccio (conti di Montemaggiore), ne prendono il titolo inizialmente la famiglia Termini e successivamente la famiglia Licata, che attualmente ne conserva la memoria nel cognome “Licata di Baucina”. Nel 1760 la terra di Baucina fu messa all’asta e acquistata dal barone Francesco Calderone che subito si mise a ricostruire la chiesa madre, già intitolata dai Migliaccio a S. Rosalia, che si inaugurò il 29 giugno del 1764. La costruzione si realizzò su progetto dell’ingegnere palermitano Giovanni del Frego, con maestranze locali che presero le pietre dalle cave di Piano Puddicina a Monte Carrozza. Il 14 febbraio 1790, su richiesta dell’arciprete Francesco Fiumefreddo, arrivarono a Baucina dal cimitero romano di S. Ciriaca (S. Lorenzo) le reliquie di S. Fortunata. Con delibera del Consiglio Comunale la santa fu designata insieme a S. Marco, patrona di Baucina.
La struttura viaria dell’impianto urbano, con strade principali parallele e strade secondarie che le incrociano in senso perpendicolare (tutte acciottolate con “cuticchia” o ricoperte con “balate” sui gradini), si sviluppa nel Settecento e si arricchisce di monumenti religiosi, di piazze, di fontane e di abbeveratoi.
 

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per saperne di più sulla Cookie policy clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando su qualunque elemento della pagina acconsenti all'uso di cookie.